22 Giugno 2026 ☀ 19°

Sorelle scomparse a Civitella Alfedena: ricerche concentrate sul lago di Barrea

Le ricerche di Alisya Di Giancinto, 16 anni, e di Sarah, 12 anni, proseguono tra il lago di Barrea, i boschi dell'Alto Sangro e la struttura Ofh Hope di Civitella Alfedena; la Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori e i parenti lanciano appelli accorati.

Sorelle scomparse a Civitella Alfedena: ricerche concentrate sul lago di Barrea

Le operazioni di ricerca per Alisya Di Giancinto16 anni, e per la sorella Sarah12 anni, sono ancora in corso dopo la scomparsa avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Le due minori erano ospiti della comunità educativa Ofh Hope a civitella alfedena e non risultano rintracciate al termine delle prime verifiche sul posto. Sul territorio operano le squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale dell’Aquila e i colleghi di Castel di Sangro, con l’impiego di droniunità cinofile e sommozzatori per ispezionare lo specchio d’acqua del lago di Barreaoltre ai sopralluoghi nei boschi dell’Alto Sangro.

Attività di ricerca e rilievi tecnici

Le operazioni sul campo includono una postazione fissa davanti alla casa famiglia incaricata di mappare e assegnare le aree da battere. I sommozzatori si sono concentrati in particolare sotto i due ponti dello specchio d’acqua, mentre le squadre a terra setacciano sentieri e aree isolate nei pressi di Villetta Barrea e Barrea. Gli operatori hanno effettuato ricognizioni nei boschi immediatamente circostanti la struttura e in altre zone ritenute sensibili: la conformazione impervia del territorio complica le ricerche, che richiedono continui ricontrolli e interventi specialistici.

Sequestri e analisi digitali

All’interno della comunità educativa i Carabinieri hanno posto sotto sequestro la stanza occupata dalle ragazze e i telefoni lasciati nella struttura. Le verifiche sui tabulati telefonici e sulle celle agganciate dai dispositivi sono in corso, insieme all’analisi delle ultime comunicazioni e dei contatti delle minori. I militari della Carabinieri – Compagnia di Castel di Sangrocoordinati dalla Procura della Repubblica di Sulmona e dal sostituto procuratore Stefano Iafollahanno effettuato sopralluoghi per esaminare accessi, varchi e condizioni di sicurezza della struttura.

Inchiesta e ipotesi investigative

La Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per sottrazione di minori. Gli inquirenti non escludono alcuna pista: si considera sia l’ipotesi di un allontanamento volontario con possibile aiuto di terzi sia quella di un rapimento. Sono state ascoltate le persone presenti nella struttura al momento della scomparsa e i responsabili della comunità, con particolare attenzione alla ricostruzione delle ultime ore e ai sistemi di sorveglianza, la cui assenza o criticità è oggetto di accertamento.

Elementi raccolti e verifiche

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza comunali al momento non mostrerebbero il passaggio delle ragazze, mentre gli investigatori stanno indagando su auto segnalate nei dintorni in orari compatibili con l’uscita. È al vaglio anche l’ipotesi che le ragazze siano uscite dalla struttura attraverso una porta che presenterebbe criticità, piuttosto che da una finestra indicata nelle prime ricostruzioni.

La vicenda è inoltre collegata a recenti provvedimenti civili: il Tribunale per i minori di Cassino aveva revocato la potestà genitoriale alla madre Valentina D’Acuntomentre la responsabilità era stata restituita al padre Stefano a fine maggio. Questo passaggio giudiziario viene considerato dagli investigatori nel quadro più ampio delle cause e dei rapporti familiari che hanno preceduto la presenza delle ragazze nelle case famiglia.

Appelli della famiglia e testimonianze

Il padre Stefano Di Giancintopresente sul posto con il proprio legale Francesco Riccardiha rivolto un appello pubblico: “Ritrovatele al più presto, sono sparite da 8 giorni“. Dalla famiglia arriva anche la precisazione che le ragazze erano entrate nel circuito delle case famiglia tre anni fa, rimanendo separate per circa due anni prima di ricongiungersi nella struttura abruzzese circa un anno fa. Intanto la Garante dell’infanzia della Regione Abruzzo, Alessandra De Febisha chiesto il loro rapido ritrovamento con parole di conforto: “Tornate, c’è tanta preoccupazione. Qualsiasi problema si può risolvere“.

Nel corso delle indagini è stato ascoltato anche il fidanzato di Alisya, Joseph, che ha riferito agli inquirenti: “Hanno paura del buio.” Questo elemento viene considerato insieme ad altre testimonianze, alle lettere trovate e ai messaggi esaminati dagli investigatori nella ricostruzione dello stato d’animo delle due sorelle prima della scomparsa. Le autorità continuano a lavorare su più fronti, con l’obiettivo di chiarire le modalità dell’allontanamento e riportare le ragazze al sicuro.

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