22 Giugno 2026 ☀ 19°

Tariffazione puntuale, Teramo vicino all’80% di raccolta differenziata e risparmi sui costi

Teramo ha raggiunto il 79,5% di raccolta differenziata nei primi quattro mesi del 2026: la tariffazione puntuale ha ridotto del 14% il rifiuto indifferenziato, con impatti positivi su volumi e costi e un piano per migliorare la qualità dei conferimenti nel biennio 2026-2027

Tariffazione puntuale, Teramo vicino all’80% di raccolta differenziata e risparmi sui costi

Nel primo quadrimestre del 2026 Teramo ha registrato una performance significativa nella gestione dei rifiuti: la raccolta differenziata ha raggiunto il 79,5%, guadagnando 2,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2026. I dati, illustrati da Teramo Ambiente e dalla Fondazione Operate durante un incontro all’Auditorium ‘Alessandrini-Marino’, confermano l’impatto della tariffazione puntuale sulla diminuzione del rifiuto indifferenziato e sulla sostenibilità economica del servizio.

Effetti concreti della tariffazione puntuale

Il sistema di tariffazione legato alla produzione effettiva di rifiuti ha portato a risultati misurabili: la produzione di rifiuto urbano residuo (RUR) è scesa del 14%, passando da 1.722 tonnellate a 1.480 tonnellate nel confronto omogeneo gennaio-aprile 2026 vs gennaio-aprile 2026. Questo calo corrisponde a 242 tonnellate in meno di materiale destinato alla discarica, segno di una maggiore responsabilizzazione dei cittadini e di una migliore separazione alla fonte.

Riduzione dei volumi e qualità del conferimento

Oltre al taglio dell’indifferenziato, la produzione complessiva dei rifiuti urbani in città ha subito una contrazione del 2,7%. Parallelamente, è aumentata la qualità dei materiali inviati al recupero: la sfida ora è contenere la presenza di plastiche non da imballaggio e di materiali cellulosici ancora presenti nel secco residuo, componenti che le analisi merceologiche indicano come aree di intervento prioritarie.

Bilancio economico e storico della gestione

Guardando alla dimensione economica, il costo per la gestione dell’indifferenziato è diminuito in modo consistente nel biennio più recente: si è passati dal picco di circa 1.026.980 euro nel 2026 a 766.039 euro nel 2026. Questo calo ha alleggerito il carico sulle casse comunali e sulle bollette dei cittadini. Sul piano dei volumi, nel 2026 la città ha gestito in totale 22.013 tonnellate di rifiuti, di cui 17.293 sono state avviate a recupero.

Impatto sui bilanci e sulla gestione pubblica

La scelta di mantenere Teramo Ambiente totalmente in house è stata valorizzata dalle amministrazioni: secondo il sindaco Gianguido D’Alberto, i risultati dimostrano la validità della gestione pubblica orientata all’interesse collettivo. Per il presidente di Teramo Ambiente, Sergio Saccomandi, il raggiungimento della soglia vicina all’80% rappresenta sia un traguardo sia una base per ulteriori interventi sulla cultura ambientale cittadina.

Obiettivi operativi per il biennio 2026-2027

Le autorità locali e Teramo Ambiente hanno fissato obiettivi chiari per i prossimi due anni: migliorare la qualità del conferimento, ridurre ulteriormente la frazione residua e massimizzare i ricavi dai consorzi di filiera. Le analisi hanno mostrato che nel residuo indifferenziato permane una quota rilevante di materiali recuperabili — in particolare plastiche non da imballaggio e fibre cellulosiche — che possono essere intercettate con campagne mirate e interventi tecnici.

Strategie e strumenti previsti

Tra le misure individuate figurano il potenziamento delle attività di comunicazione e formazione rivolte ai cittadini, l’ottimizzazione delle raccolte differenziate puntuali e il miglioramento delle procedure di selezione e valorizzazione dei materiali. L’obiettivo strategico è trasformare il rifiuto da costo ambientale a risorsa pulita per la città, riducendo la dipendenza da discariche e contenendo i costi del servizio.

Conclusioni: un modello replicabile?

I risultati presentati all’Auditorium ‘Alessandrini-Marino’ fanno di Teramo un caso di riferimento per la provincia: il mix di tariffazione puntuale, gestione pubblica e attenzione alla qualità del conferimento ha prodotto benefici ambientali ed economici. Rimane però il lavoro per elevare ulteriormente la qualità del riciclo e intercettare le frazioni ancora disperse nel residuo, obiettivi che richiederanno impegno comune tra istituzioni, operatori e cittadini.

Le cifre e le analisi emerse indicano una strada percorribile per altre realtà: ridurre i rifiuti non riciclabili, abbattere i costi di gestione e migliorare le performance di recupero è possibile con politiche integrate e il coinvolgimento attivo della comunità.

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