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Tartaruga Caretta Caretta salvata a San Salvo e trasferita al Centro Studi Cetacei di Pescara

Un giovane esemplare di Caretta Caretta è stato recuperato vicino al Lido Le Marinelle di San Salvo grazie alla segnalazione di un bagnante e all'intervento della Guardia Costiera di Vasto insieme al Centro Studi Cetacei di Pescara. L'animale, chiamato Nicole dal personale tecnico, ha un carapace di circa 60 cm ed è stato trasferito a Pescara per accertamenti.

Tartaruga Caretta Caretta salvata a San Salvo e trasferita al Centro Studi Cetacei di Pescara

Nelle prime ore della mattinata del 15 giugno 2026, alle 10:46, un bagnante ha notato sulla battigia del Lido Le Marinelle a San Salvo una tartaruga che tentava di raggiungere la costa. Comprendendo l’anomalia della situazione, ha prontamente contattato la sala operativa della Guardia Costiera di Vastoattivando così la catena di soccorso. L’intervento, coordinato dal Comandante Rossella D’Ettorreha coinvolto immediatamente il personale dell’ufficio Circondariale Marittimo di Vasto e il competente Centro Studi Cetacei di Pescarache ha risposto inviando sul posto i propri tecnici per il recupero.

La tempestività della segnalazione ha consentito di avviare senza ritardi la procedura di recupero prevista per gli animali marini protetti. Dopo le prime verifiche, i tecnici hanno confermato che si trattava di un giovane esemplare di Caretta Caretta. Il centro ha provveduto a prendere in consegna l’animale e a predisporre il suo trasferimento in struttura per ulteriori controlli veterinari, azione eseguita in completa sicurezza per evitare stress o lesioni.

Recupero e identificazione dell’esemplare a San Salvo

Sul luogo dell’avvistamento la pattuglia della Guardia Costiera di Vasto ha accertato le condizioni dell’animale e ha coordinato le operazioni con il personale tecnico del centro di Pescara. L’esemplare è stato chiamato Nicole dal team del Centro Studi Cetacei di Pescaranome con cui sarà seguito durante la degenza. I soccorritori hanno rilevato che il carapace misura circa 60 cm e che, al momento della consegna, l’animale non presentava ferite esterne evidenti, segnale rassicurante ma non definitivo sulle condizioni interne o fisiologiche.

Tempestività e cooperazione istituzionale

La nota ufficiale della Guardia Costiera sottolinea come la sinergia tra istituzioni e centri di recupero sia fondamentale: “confermando la stima istituzionale e la cooperazione che da anni permette questi risultati”. In questo caso concreto, la rapidità della comunicazione da parte del cittadino e la pronta mobilitazione degli enti hanno permesso di evitare complicazioni che, in altri episodi, possono risultare fatali per gli animali marini.

Trasferimento a Pescara e principali minacce per le tartarughe marine

Dopo il recupero, Nicole è stata trasferita in sicurezza presso la struttura del Centro Studi Cetacei di Pescaradove sarà sottoposta a esami più approfonditi per escludere traumi interni, ingestione di plastica o altri problemi non evidenti esternamente. Il trasporto è stato organizzato secondo le procedure previste per il recupero della fauna marina protetta, minimizzando ogni fonte di stress per l’animale.

La comunicazione della Guardia Costiera ricorda le cause più frequenti per cui le tartarughe finiscono nei centri di recupero: l’impiglio nelle reti da pesca e nelle reti fantasmal’ingestione di ami o plastica scambiata per meduse, le collisioni con imbarcazioni e gli sversamenti in mare. Questi fattori, insieme ad altre patologie, compromettono seriamente la sopravvivenza delle popolazioni marine e rendono necessarie operazioni di soccorso e riabilitazione sempre più frequenti.

Il buon esito dell’intervento è stato possibile grazie alla sensibilità del segnalante, che ha permesso di evitare una possibile evoluzione negativa della situazione. Il caso di Nicole è un esempio concreto di come la collaborazione tra cittadini e istituzioni locali, unita all’intervento specialistico di centri dedicati, possa fare la differenza nella tutela della fauna marina.

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