La vicenda della cosiddetta «famiglia nel bosco» continua a svilupparsi tra incontri legali, valutazioni tecniche e preparazione scolastica dei minori. Nathan Trevallion e Catherine vivono ormai da sei mesi la sospensione della loro responsabilità genitoriale disposta dal Tribunale per i minorenni dell’Aquilamentre i loro tre figli sono collocati in una casa famiglia a Vasto. I genitori esprimono grande stanchezza emotiva e la speranza di ricongiungersi: «Siamo stanchi e tristi, sogniamo il rientro a casa dei nostri bambini».
La difesa ha cambiato assetto e il nuovo legale, l’avvocato Simone Pillonha intensificato i contatti: ieri ha tenuto un colloquio con la coppia nell’abitazione messa a disposizione gratuitamente dal Comune di Palmoliillustrando le linee della strategia processuale e valutando gli esiti della consulenza tecnica d’ufficio.
Incontro operativo a Gissi con i tutori e gli operatori
L’attività difensiva non si è limitata a Palmoli: l’avvocato Pillon ha partecipato a un ulteriore confronto operativo a Gissialla presenza di figure chiave nominate per il procedimento. Erano presenti Maria Luisa Palladino in qualità di tutrice legale dei bambini, Marika Bolognese come curatrice speciale, e Veruska D’Angelol’assistente sociale che segue il caso, oltre a rappresentanti della comunità di Vasto. Al tavolo, insieme ai genitori, era presente anche un mediatore culturale per facilitare le comunicazioni.
Temi affrontati durante il confronto
Tra gli argomenti discussi ha avuto grande rilievo l’istruzione dei minori: la transizione dall’homeschooling praticato finora alla possibile integrazione nel sistema scolastico tradizionale è uno dei nodi che influiranno sulle scelte future. I partecipanti hanno valutato modalità di supporto educativo e la possibilità di un inserimento nella scuola pubblica di Palmolivicina all’abitazione assegnata ai coniugi.
La consulenza tecnica d’ufficio: criticità e prospettive di rientro
La relazione finale redatta dalla consulente tecnica d’ufficio, Simona Ceccolitraccia un quadro complesso: la perizia rileva alcune problematiche nello sviluppo dei tre minori, ma precisa che le valutazioni non vanno intese come un giudizio sulla scelta di vita dei genitori, bensì sull’eventuale incidenza del loro stile educativo sullo sviluppo psicologico, educativo, affettivo e relazionale dei bambini. In chiusura della Ctu si legge: «Si auspica che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per il rientro a casa compatibile con il loro benessere».
La consulente sottolinea inoltre che «Non si intende in alcun modo sostenere l’opportunità di una permanenza in istituto», aprendo così la possibilità di un percorso mirato al ripristino del nucleo familiare se saranno soddisfatte le condizioni indicate. La valutazione tecnica diventa quindi elemento centrale per le decisioni future del Tribunale e per le azioni rivolte a favorire il benessere dei minori.
Implicazioni pratiche della perizia
Alla luce della relazione, la difesa ha attivato iniziative per mostrare i progressi possibili e predisporre interventi di supporto, mentre il tutore e la curatrice speciale restano coinvolti nei monitoraggi quotidiani. L’esito della perizia è destinato a incidere sulle ipotesi di rientro ma non determina in maniera automatica la permanenza in istituto.
Esami di idoneità e preparazione scolastica dei bambini
Un tassello pratico e urgente della vicenda riguarda le prove di idoneità che i tre fratellini dovranno sostenere: A fine mese sono previste le verifiche per l’accesso rispettivamente alla seconda e alla quarta classe della scuola primaria. La preparazione è stata affidata a Lidia Camilla Vallaronoinsegnante in pensione, che segue i bambini nella comunità di accoglienza a Vasto.
Le prove dovrebbero tenersi presso l’Istituto comprensivo statale di Castiglione Messer Marinoe l’esito influirà sulle scelte d’inserimento: oltre alla sede indicata, si sta valutando l’opzione di collocare i minori nella scuola di Palmoliin modo da rendere più agevole un eventuale ricongiungimento con la famiglia, qualora le condizioni lo permettano.
La situazione resta complessa e sotto osservazione: la difesa continua a lavorare sui vari fronti – legale, educativo e sociale – per preparare i prossimi passaggi che potrebbero portare a un ripensamento delle misure in atto, sempre con l’obiettivo dichiarato di tutelare il benessere dei minori.


