Le ultime immagini disponibili ritraggono Alisya e Sarahdue sorelle di 16 e 12 anni, mentre camminano da sole a civitella alfedena. Il filmato, ripreso dal sistema di videosorveglianza di un’attività commerciale del paese, è stato confermato dal padre, Stefano Di Giacintocome raffigurante le sue figlie.
Quanto emerge dal materiale e dalle prime verifiche agita però dubbi sul percorso temporale: le telecamere registrano le ore 21.26ma tecnici e investigatori hanno accertato che va applicato un +60 minuti, portando il riferimento effettivo alle 22.26. La casa famiglia che ospita le ragazze segnala invece l’allontanamento nel periodo tra le 2 e le 6 della notte, una discrepanza che resta al centro degli accertamenti.
Il video di Civitella Alfedena e la ricostruzione degli orari
Il filmato che circola mostra le due giovani a volto scoperto lungo una via del paese: una indossa pantaloni scuri e scarpe bianche con un maglione con cappuccio, l’altra porta un giacchetto di pelle sulle spalle. Dopo quelle immagini le tracce si interrompono e gli investigatori stanno cercando di capire se le ragazze siano tornate alla struttura che le ospitava o se abbiano proseguito altrove. Il nodo centrale è proprio la discrepanza temporale: il dato delle 21.26 registrato dalla singola telecamera è stato rettificato aggiungendo 60 minuti, fissando il passaggio alle 22.26. Questo slittamento di orario complica la sequenza degli eventi e impone un’analisi puntuale di tutti i sistemi di registrazione presenti in zona.
Ipotesi sui movimenti notturni
Gli investigatori considerano più possibilità: le ragazze potrebbero essere state viste ancora in paese dopo le 22.26oppure successive fasi della notte, comprese quelle tra le 2 e le 6potrebbero aver visto un nuovo spostamento o un allontanamento non ripreso dalle telecamere. Le vie secondarie, i sentieri nel Parco nazionale d’Abruzzo e la limitata copertura video nella zona sono elementi che rendono plausibile la circostanza che un’azione pianificata avrebbe potuto evitare la videosorveglianza pubblica o privata.
Indagini, fascicoli aperti e atti degli inquirenti
La Procura della Repubblica di Sulmona ha intensificato le attività investigative: si sono svolti vertici operativi cui hanno partecipato il procuratore Luciano D’Angeloil sostituto procuratore Stefano Iafolla – titolare dell’inchiesta – e il capitano della Compagnia dei carabinieri di Castel di Sangro, Giuseppe Testa. Al momento sono aperti 3 fascicoli tra Sulmona e Latina per i reati di sottrazione di minori contro ignoti e per abbandono di minoriquest’ultimo filone che coinvolge i gestori della comunità in cui vivevano le ragazze.
Nel corso delle operazioni investigative è stato anche riascoltato il fidanzatino di Alisya, Youssefalla luce di nuovi elementi come la presenza di un presunto «telefono segreto». Le audizioni e l’analisi delle immagini costituiscono parti integranti del lavoro per ricostruire le fasi antecedenti e successive al passaggio ripreso dal video.
Ruolo della comunità e della società di gestione
La casa famiglia è gestita dalla società OfHrappresentata dal presidente e legale rappresentante Maurizio Volpini. Volpini ha dichiarato che «da parte nostra c’è sempre stata massima serietà e correttezza gestionale» e ha aggiunto: «Siamo tranquilli, se è il caso di difenderci lo faremo nelle sedi più opportune». Queste parole sono parte integrante del dossier che le autorità stanno valutando rispetto all’ipotesi di abbandono di minori.
Telecamere comunali, veicoli ripresi e accertamenti sui passaggi
Un ulteriore elemento considerato rilevante dagli inquirenti riguarda le telecamere pubbliche poste ai due ingressi del paese: i dispositivi avrebbero registrato il transito di alcune automobili proprio nella notte in cui le ragazze sono scomparse. Le registrazioni sono ora al vaglio degli investigatori che stanno cercando di identificare i veicoli e i conducenti per verificare eventuali collegamenti con la scomparsa. Rimane però la possibilità che percorsi secondari e sentieri nel Parco nazionale d’Abruzzo abbiano permesso di eludere la videosorveglianza.
Le verifiche proseguono con controlli incrociati sulle immagini, audizioni e sopralluoghi. Il caso coinvolge enti locali, forze dell’ordine e la Procura, che mantengono aperte più piste investigative per chiarire le fasi temporali tra le 22.26 e il periodo indicato dalla struttura tra le 2 e le 6 della notte.


