Un piccolo fermaglio rosso con decorazioni bianche è stato rinvenuto lungo un sentiero nei pressi della struttura che ospitava Alisya16 anni, e Sarah12 anni, le due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. L’oggetto è ritenuto dagli inquirenti e dalla famiglia compatibile con gli accessori che la più giovane indossava di frequente, e il ritrovamento ha riacceso e circoscritto le operazioni di ricerca nelle aree montane limitrofe.
Ricerche concentrate attorno alla casa famiglia e alla riserva La Camosciara
Subito dopo il ritrovamento gli uomini impegnati nelle ricerche hanno intensificato le perlustrazioni: un elicottero dei vigili del fuoco ha sorvolato a bassa quota la zona, mentre sul terreno operano unità cinofiledroni e personale del soccorso alpino. Le ricerche si estendono dalla strada d’accesso alla struttura fino ai percorsi che conducono alla riserva naturale La Camosciara, all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, area ritenuta strategica per le sue gole e i sentieri boschivi.
Gli investigatori hanno provveduto a transennare l’accesso alla casa famiglia e a sequestrare le camere delle ragazze per preservare elementi utili. Inoltre sono in corso verifiche sui filmati delle telecamere del paese e dei comuni vicini: nelle registrazioni sono stati individuati almeno tre uscite dalla struttura nelle ore precedenti la scomparsa e la presenza di un’auto nei pressi nella notte in cui le sorelle hanno fatto perdere le tracce.
Telefoni, video e movimenti dei veicoli
Le ragazze hanno lasciato i loro telefoni in camera, ma gli investigatori sospettano che potessero avere con sé un terzo dispositivo. Sono al vaglio le utenze e il tracciamento delle celle telefoniche per restringere il raggio delle ricerche. Nei filmati di sorveglianza del comune risultano circa 300 transiti di veicoli nelle ore compatibili con la scomparsa: per gli inquirenti la pista della fuga con il supporto di una persona esterna rimane tra le più plausibili, anche perché le ragazze hanno portato con sé abiti, trucchi e altri effetti personali.
Elementi trovati nelle stanze e dinamiche familiari
Tra gli oggetti sequestrati dagli investigatori ci sono anche piccoli bigliettini scritti in un codice apparentemente comprensibile solo alle due sorelle. I messaggi, sottoposti ad acquisizione, potrebbero contenere riferimenti a luoghi, orari o accordi concordati prima dell’allontanamento, ipotesi che le autorità stanno cercando di verificare decifrando il contenuto. Sempre nelle stanze sono stati ritrovati accessori e cosmetici datati 2019-2026 che la famiglia ha mostrato per sottolineare legami affettivi e abitudini.
La vicenda include anche profili giudiziari e conflitti familiari. Le due minorenni erano entrate nel circuito delle case famiglia tre anni fa dopo la separazione dei genitori e erano state riunite nella struttura abruzzese circa un anno fa. A fine maggio il Tribunale per i minorenni di Cassino aveva affidato la responsabilità genitoriale al padre, Stefano Di Giacintoche ha dichiarato agli investigatori come la figlia più piccola portasse spesso fermagli simili a quello ritrovato sul sentiero. La madre ha presentato una denuncia per sottrazione di minori il giorno della scomparsa e la Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di abbandono di minore nei confronti dei responsabili della comunità.
Perquisizioni e dichiarazioni
Nei giorni successivi all’allontanamento sono state eseguite perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e in quella dei nonni materni, senza esiti utili. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro hanno effettuato controlli approfonditi nella casa famiglia, in particolare nelle stanze occupate dalle ragazze. Sul piano delle comunicazioni, il padre ha diffuso appelli e ha ricordato che Sarah è celiacainvitando chiunque noti acquisti di prodotti senza glutine nella zona a segnalarlo, nella speranza di avere segnalazioni utili al ritrovamento.
La vicenda è segnata da reciproche accuse tra i genitori: l’avvocato della madre ha sostenuto che le ragazze rifiutassero contatti col padre e fossero desiderose di tornare con la madre, mentre la difesa del padre ha ribadito che esistevano documenti giudiziari sulla condotta materna. Entrambe le posizioni restano al vaglio degli investigatori, che mantengono aperte tutte le piste e continuano a monitorare ogni elemento materiale e digitale acquisito.
Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta, con la speranza che il piccolo fermaglio e gli altri indizi già raccolti possano offrire una svolta nelle indagini e portare a un ricongiungimento sicuro delle due sorelle con la famiglia.


