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Sorelle scomparse in Abruzzo, ricerche in corso tra Parco Nazionale e Lazio

Due sorelle di 16 e 12 anni sono sparite da una casa-famiglia di Civitella Alfedena. Il padre Stefano ha parlato in diretta televisiva, l'associazione Penelope Abruzzo ha lanciato l'allerta e le forze dell'ordine estendono le ricerche anche nel Lazio.

Sorelle scomparse in Abruzzo, ricerche in corso tra Parco Nazionale e Lazio

Due sorelle, Sarah e Alisyarispettivamente di 12 e 16 anni, risultano scomparse dopo essersi allontanate nella notte tra sabato 6 giugno da una casa-famiglia ubicata a Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo. Da allora non si hanno più notizie certe su dove possano trovarsi. Le autorità competenti e associazioni di volontariato hanno attivato i protocolli di ricerca per minorenni e le famiglie attendono risposte con apprensione.

Scomparsa e caratteristiche delle ragazze

Le due minori erano ospiti della struttura da circa due anni. Alisya ha 16 anni ed è descritta alta circa 150-155 cm con corporatura magra; Sarah12 anni, è alta circa 140 cm con corporatura simile. Al momento dell’allontanamento non è stata resa nota con certezza la descrizione degli abiti indossati. Secondo le prime ricostruzioni, gli investigatori non escludono che le ragazze possano aver lasciato la struttura con l’aiuto di qualcuno esterno: questa ipotesi è al centro delle verifiche in corso.

Contesto familiare e procedimenti recenti

Al centro delle indagini c’è anche il contesto familiare: nei giorni precedenti all’allontanamento è stata emessa una sentenza che ha revocato la responsabilità genitoriale alla madre, circostanza che potrebbe aver influito sulla collocazione delle minori nella casa-famiglia. Il padre, Stefanoè colui che ha formalizzato la denuncia e ha intensificato gli appelli pubblici per ottenere informazioni utili al ritrovamento.

Appelli pubblici, ricerche e azioni sul territorio

Le ricerche si sono concentrate non solo nella zona di Civitella Alfedena ma sono state estese in direzione del Laziocon verifiche mirate nelle città di Scauri e Minturnoluoghi legati all’origine della famiglia. L’associazione Penelope Abruzzo ha diffuso appelli invitando chiunque sia a conoscenza di elementi utili a contattare le forze dell’ordine o a fornire segnalazioni anche in forma anonima. È stato ribadito che chi nasconde o trattiene minorenni sottraendoli al controllo delle autorità può essere responsabile di gravi reati penali.

Nel corso di una diretta televisiva, il padre ha lanciato un messaggio carico di emozione: ha dichiarato di vivere ore «difficilissime», di temere per la salute delle figlie e di sperare che siano con qualcuno che le protegga. Ha inoltre sottolineato le difficoltà logistiche del territorio circostante: nelle vicinanze non passano pullman né ferrovie e il paesaggio, tipico del parco, presenta zone impervie e presenza di fauna selvatica, elementi che renderebbero difficile un allontanamento autonomo a piedi senza assistenza.

Coordinamento delle indagini e presenza di telecamere

Le forze dell’ordine, con i carabinieri in prima linea, stanno analizzando le immagini delle telecamere presenti in zona e controllando i possibili spostamenti lungo le vie di accesso. Al momento non sono trapelate novità decisive e le autorità mantengono il riserbo sulle fasi operative, pur confermando che le ricerche proseguono sia sul territorio abruzzese sia nelle aree del Lazio dove la famiglia ha legami.

L’associazione che si occupa di persone scomparse ha ribadito l’importanza di segnalare ogni minimo indizio: anche una notizia apparentemente secondaria potrebbe risultare determinante per ricostruire gli ultimi movimenti delle minori e il possibile coinvolgimento di terze persone.

Dubbi sulla tutela nella struttura e differenze con le comunità educative

La vicenda ha riacceso interrogativi sull’efficacia delle misure di protezione all’interno delle strutture che accolgono minori. La presidente di Penelope Abruzzo ha espresso perplessità sulla compatibilità tra la definizione di «struttura protetta» e il fatto che due ragazze minorenni siano riuscite a lasciare la casa-famiglia durante la notte. Ha sollevato domande su chi stia eventualmente aiutando le ragazze e su quale sia la reale sicurezza offerta dalla struttura.

Per chiarire termini spesso confusi, è utile ricordare che la comunità educativa è un servizio progettato per ospitare fino a dieci minori sotto la responsabilità di operatori professionisti, mentre la casa-famiglia solitamente accoglie un numero più limitato di bambini (fino a sei) e si fonda su una relazione di accoglienza più simile a quella familiare. Questa distinzione è rilevante perché influisce sulle routine, sulle risorse disponibili e sui modelli di sorveglianza presenti nelle diverse tipologie di accoglienza.

In attesa di riscontri concreti dalle indagini, l’appello rimane lo stesso: chiunque abbia informazioni su Sarah e Alisya è pregato di contattare immediatamente le autorità competenti. La priorità resta la sicurezza e il ritrovamento delle due ragazze, mentre familiari, volontari e forze dell’ordine continuano a cercare ogni possibile passo che riporti le minorenni a casa.

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