22 Giugno 2026 ☀ 19°

Scomparse in Abruzzo: il padre di Alisya e Sarah racconta la sua angoscia

Stefano Di Giacinto, ex militare e padre di Alisya e Sarah, scomparse da otto giorni, racconta la sua angoscia e denuncia la casa famiglia Ofh - Hope.

Scomparse in Abruzzo: il padre di Alisya e Sarah racconta la sua angoscia

Stefano Di Giacinto, 45 anni, ex militare dell’Esercito Italiano e oggi gestore di supermercati a Minturno, vive giorni di angoscia senza notizie delle sue figlie, Alisya e Sarah, di 16 e 12 anni. Le ragazze sono scomparse otto giorni fa dalla casa famiglia Ofh – Hopesituata nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molisevicino a un bosco popolato da lupi, cervi e orsi.

Un legame mai interrotto

Stefano Di Giacinto smentisce con fermezza le voci secondo cui le sue figlie non volessero più avere contatti con lui. Il mercoledì prima della loro scomparsaAlisya e Sarah lo hanno contattato tramite WhatsApp per raccontargli la loro giornata, come facevano abitualmente. Questi messaggi dimostrano che il rapporto tra loro non si era interrotto.

Non è assolutamente vero che Alisya e Sarah non mi volevano né vedere né sentire”, afferma Di Giacinto. Il legame con le sue figlie non si è mai spezzato, nonostante le difficoltà e la situazione complessa in cui si trovavano. “Se davvero non avessero voluto sentirmi o vedermi, non mi avrebbero scritto né cercato”, aggiunge.

L’allontanamento e la separazione

Le ragazze non sono state allontanate dalla famiglia per caso. Un provvedimento preciso del Tribunale per i Minorenni di Roma ha disposto un allontanamento urgente, collocandole in una casa famiglia. Inizialmente, sono state trasferite a Cassino, nella stessa struttura, ma successivamente sono state separate.

Sarah, la più piccola, è stata portata in una struttura a Colli sul Velino, in provincia di Rieti, mentre Alisya è stata trasferita a Civitella Alfedena, in Abruzzo. Questa separazione è stata molto dolorosa per Di Giacinto, che ha sempre cercato di mantenere un rapporto con le sue figlie.

Da meno di un anno, le ragazze sono state nuovamente riunite nella stessa struttura in Abruzzo, un passo importante che ha permesso loro di tornare a stare insieme. “È una situazione molto difficile da vivere per un genitore”, confessa Di Giacinto, che ha sempre cercato di chiarire le informazioni non corrette diffuse in merito alla sua relazione con le figlie.

La denuncia e l’appello

Stefano Di Giacinto ha presentato una denuncia contro la struttura Ofh – Hope, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità, in particolare possibili casi di imperizia o negligenza nella custodia e nella vigilanza delle sue figlie. La denuncia è stata depositata sia presso la Procura della Repubblica di Sulmona sia presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.

“Voglio rivolgere un appello affinché si possano ritrovare le mie figlie al più presto”, afferma Di Giacinto, che è disperato per la mancanza di notizie. Le ricerche sono concentrate nel lago di Barrea, non lontano dal luogo della scomparsa, con l’impiego di sommozzatori, droni e unità cinofile.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Sulmona, Stefano Iafolla, proseguono a tutto campo, ma non hanno ancora fornito elementi utili per il ritrovamento delle due sorelle. Le telecamere nel comune abruzzese hanno ripreso il passaggio di alcuni mezzi tra le 2 e le 5 del mattino, e gli agenti hanno aperto un fascicolo per sottrazione di minori.

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