L’appuntamento con la fiera di San Massimo torna nel cuore della città dopo diciassette anni: domenica 14 giugno 2026 le strade attorno a piazza duomo e a corso Vittorio Emanuele ospiteranno oltre ottanta bancarelle. L’iniziativa, organizzata dalla Fiva Confcommercio in collaborazione con il Comune segna un ritorno simbolico del mercato ambulante nella sua collocazione storica e si inserisce in un più ampio sforzo di riqualificazione degli spazi urbani.
Fin dalle prime ore del mattino, a partire dalle 8, i visitatori troveranno una varietà di merce: prodotti dell’artigianato locale abbigliamento, casalinghi, calzature, oggettistica per la casa, opere d’arte, dolciumi e proposte di street food. All’evento partecipano ambulanti provenienti da diverse regioni, con presenze annunciate dall’Abruzzo ma anche da Marche, Puglia, Molise e Lazio, creando un mosaico di offerte che punta sia ai residenti sia ai turisti.
Organizzazione dell’evento e misure di sicurezza
Per allestire la fiera gli organizzatori hanno lavorato in sinergia con l’amministrazione comunale, con l’obiettivo dichiarato di favorire la socialità e la ripresa commerciale nel centro storico. La collocazione delle bancarelle in piazza Duomo rappresenta il ritorno allo spazio tradizionale del mercato degli ambulanti, una scelta pensata anche come segnale di rinascita urbana.
Presenza di servizi e prevenzione
La manifestazione sarà sorvegliata con dispositivi di sicurezza e dotata di servizi di pronto intervento: tra i mezzi previsti figurano un’ambulanza e un mezzo antincendio, oltre al personale addetto alla sicurezza che controllerà l’area interessata dalle esposizioni. Queste misure sono state predisposte per garantire la protezione dei visitatori e la regolarità delle attività commerciali, riducendo i potenziali rischi connessi a eventi di questa dimensione.
La valenza culturale e commerciale per la città
La fiera non è solo un mercato temporaneo: per l’amministrazione locale e per gli operatori economici rappresenta un momento importante nel calendario cittadino, accostabile ad altre ricorrenze popolari come la fiera dell’Epifania e la tradizionale rassegna di Paganica. Il ritorno in centro testimonia la volontà di restituire vitalità alle aree centrali e di sostenere il commercio locale che, dopo il sisma del 2009, ha affrontato costi e sfide ingenti per riaprire le attività nelle zone storiche.
Gli organizzatori hanno espresso l’intenzione di proseguire lungo questa strada, promuovendo altre iniziative durante l’anno e cercando di rafforzare un settore che richiede attenzione e sostegno pubblico e privato. L’afflusso atteso di migliaia di visitatori dalle regioni limitrofe contribuirà inoltre alla visibilità turistica della città.
Riapertura della Cattedrale di San Massimo: il percorso amministrativo e i tempi
Parallelamente alla rassegna, l’amministrazione comunale ha ribadito l’impegno sulla Cattedrale di San Massimo gravemente danneggiata dal terremoto del 2009. Il sindaco ha sottolineato che uno degli ostacoli principali alla ricostruzione ecclesiastica è stato un vincolo normativo del 2015 che impediva interventi su edifici di culto non sottoposti a tutela, una disposizione che ha rallentato più cantieri.
Grazie a un’iniziativa promossa dal Comune, il Governo ha poi intervenuto nella Legge di Bilancio 2026 superando quel limite normativo: questo passaggio ha riaperto la prospettiva per il completamento dei lavori sulla Cattedrale. I lavori di consolidamento e restauro procedono su più lotti e la facciata è già tornata a essere ben visibile dopo i restauri, segnando tappe concrete nel cantiere.
Obiettivo 2026 e significato simbolico
Il Comune ha indicato come traguardo la riapertura della Cattedrale entro il 2026: un risultato che avrebbe forte valore simbolico per la città, posto a fianco della riapertura del Teatro comunale e in coerenza con il riconoscimento dell’Aquila come Capitale italiana della Cultura 2026. Il ritorno della Cattedrale in Piazza Duomo rappresenterebbe il recupero di un luogo di riferimento per la vita religiosa e civile, rafforzando l’identità collettiva e la presenza di spazi pubblici rigenerati.


